IL PADRONE DELLA VITA

Gesù dovette lasciare la Perea quando mancava ancora un mese alla Pasqua. Non era ancora la sua ora, ma era successo che Marta e Maria gli avevano mandato a dire che Lazzaro era malato. Gesù voleva molto bene a Lazzaro, ma per due giorni non si mosse.

Poi tutt'a un tratto disse agli apostoli: << Torniamo in Giudea >>.

<< Maestro - gli risposero - siamo scappati ora perché i giudei ti volevano ammazzare e tu ci vorresti tornare? >>.

<< Lazzaro è morto - disse Gesù - ma son contento per voi perché crediate >>.

Gli apostoli si guardarono in faccia. Avevano tanta paura. Fu Tommaso il primo a decidersi:

<< Andiamo anche noi a morire con Gesù >>.

Passarono il Giordano e presero la strada che sale verso Gerusalemme. Betania è 3 Km. prima di Gerusalemme, ma per prudenza Gesù non entrò neanche in Betania. Sapeva che in casa di Lazzaro c'erano molte persone venute da Gerusalemme e non voleva che si spargesse tropo la notizia del suo ritorno dalla Perea.

Quando Marta seppe che era tornato Gesù, gli corse incontro: << Signore - gli disse - se c'eri te, mio fratello non sarebbe morto>>.

E Gesù: << Tuo fratello resusciterà >>.

<< Lo so che resusciterà - rispose Marta - ma alla fine del mondo quando resusciteremo tutti! >>.

Gesù la guardò negli occhi e le disse: << Son io la vita, se uno crede in me, vivrà anche se fosse morto. Ci credi te? >>.

<< Sì, Signore - fece Marta - io credo che tu sei il Cristo, il Figliolo di Dio venuto al mondo >>.

E corse a casa ad avvertire Maria che era arrivato Gesù.

Glielo disse in un orecchio perché non lo sentissero gli altri. E Maria si levò in fretta e corse dove era restato Gesù.

Ma i Giudei che erano lì per consolarla, pensarono che andasse alla tomba e le vennero dietro. Così videro Gesù, ma non ebbero il coraggio di dire nulla, perché Maria gli s'era buttata in ginocchio dinanzi piangendo.

Ma quello che li meravigliò più di tutto, fu un fatto che non si sarebbero mai aspettati: anche Gesù s'era messo a piangere!

Loro credettero che Gesù piangesse per Lazzaro e dicevano: << Se gli voleva tanto bene poteva guarirlo prima che morisse >>.

Ma Gesù non piangeva per Lazzaro.

Piangeva a vedere che i suoi amici più cari non avevano ancora capito quasi nulla.

Che si disperavano per la morte come se per chi è amico di Gesù dopo la morte non ci fosse la Vita Eterna.

Bisognava che Gesù facesse qualcosa per aumentare la loro fede in lui.

Che facesse loro capire ancora una volta che è lui il Padrone della vita.

Se no, tra pochi giorni, quando l'avranno visto morto si dispereranno ancora e non riusciranno a credere nella sua resurrezione.

Intanto erano giunti alla tomba. A quei tempi, in Palestina le tombe erano come grotte, con una grande pietra per uscio.

<< Levate la pietra >> . fece Gesù.

Neanche Marta credeva ancora abbastanza.

<< Signore - disse - puzzerà. E' quattro giorni che è morto >>.

Intanto, tre uomini, con un palo avevano rotolato via la pietra.

Gesù alzò gli occhi al cielo e disse: << Padre, ti ringrazio di avermi ascoltato. Io lo sapevo che tu

m'ascolti sempre, ma l'ho detto per questa gente, perché credano che sei te che m'hai mandato >>.

Poi gridò: << Lazzaro vieni fuori >>.

E il morto sortì tutto legato nel lenzuolo come l'avevano seppellito.

<< Slegatelo >> dovette dire Gesù, perché per la grande emozione non s'era ancora mosso nessuno.

Gesù non si fermò a Betania perché era troppo vicina a Gerusalemme.

Tanto più che seppe che i capi avevano fatta una riunione segreta e avevano deciso di ammazzarlo a tutti i costi. Allora si ritirò a Efraim, un paesino vicino al deserto, e ci stette nascosto qualche giorno in attesa della sua ora.

Pensaci da te

In questa lezione c'è un fatto per il tuo elenco di << Gesù vero uomo >> e uno per quello di << Gesù vero Dio >>.

Leggi il Vangelo

Gesù benedice i bambini: Mc. 10, 13-16.

Un giovane ricco, amato da Gesù non ha il coraggio di seguirlo: Mc. 10, 17-31.

Se vuoi conoscere ancora meglio la resurrezione di Lazzaro leggitela in G. 11, 1-44. La riunione segreta dei capi in G. 11, 45-57.

 

 
(In memoria di Enrico Vagge) è stato realizzato da Franco Vaggefranco vagge