SALITA TRIONFALE
La mattina dopo Gesù ripartì con
gran folla.
Da Betania a Gerusalemme c'è poco, ma Gerusalemme
non si vede finché non s'è salito il monte degli Olivi.
A metà salita Gesù si fermò
e si fece portare un ciuchino. Questa volta voleva entrare a Gerusalemme
da Re. Voleva far capire per l'ultima volta che il Re, figlio di
David, tanto aspettato, era lui.
Fu un trionfo da poveri, ma fu un vero trionfo.
Per sella sul ciuchino gli apostoli avevano buttato le loro mantelle.
La folla poi ingrossava sempre più. Ne era
venuta anche da Gerusalemme. La Pasqua era vicina e la città
cominciava già ad essere piena di pellegrini. Quando si sparse
la voce che veniva Gesù, molti gli vennero incontro. Avevano
staccato dei rami di olivo e di palma e li sventolavano come bandierine
a festa.
Qualcuno aveva coperto la strada di foglie e di
fiori, altri più entusiasti ci avevano disteso perfino i
mantelli perché Gesù ci passasse sopra.
Uno cominciò a gridare: << Osanna (che
vuol dire << salvaci >>) Figli di David >>. Un
altro gridò: << Benedetto il Re che viene nel nome
del signore >>.
E dopo un po' tutti gridavano a quella maniera.
Gli apostoli erano fuori di sé dalla gioia.
S'eran dimenticati perfino della loro paura. Pensavano che i farisei,
vedendo tutto il popolo con Gesù, non avrebbero più
potuto far nulla contro di lui.
Giunsero così in vetta al monte degli Olivi,
e s'aprì loro dinanzi la vista della città- Bella,
splendente, appoggiata su due piccoli colli. E proprio lì,
dinanzi a loro, il grandioso piazzale del Tempio e il Tempio splendente
di marmi. Ci batteva il sole e faceva scintillare le cupoline dorate.
Gli apostoli non poterono trattenere un grido d'entusiasmo:
<< Maestro guarda bello! >>.
Ma poi guardarono il loro Re in trionfo e videro
che guardava anche lui Gerusalemme e piangeva.
Gesù vedeva il futuro come fosse presente.
Lui sapeva già quel che aveva da succedere
40 anni dopo. Quel bel Tempio distrutto, la città devastata,
gli ebrei portati schiavi. Ed era proprio lì su quel monte
degli Olivi che i romani avrebbero ricreato le loro macchine di
guerra. E poco più sotto era il punto dove avrebbero scavata
quella tremenda trincea che avrebbe circondato tutta la città
fino a che non fosse caduta per la sete, la fame e la disperazione.
Era a pensare queste cose che gli era venuto da
piangere.
<< Gerusalemme, Gerusalemme, - disse - oh,
se in questo giorno avessi conosciuto anche tu quel che ti ci voleva
per aver pace. Ma ormai è tardi e verranno giorni tremendi
quando i tuoi nemici ti circonderanno, scaveranno trincee intorno
a te, uccideranno i tuoi figlioli e non lasceranno in te pietra
sopra pietra! >>.
Ma gli apostoli e la folla non avevano voglia di
sentir cose tristi in quel giorno,. Seguitarono la strada giù
per il monte degli Olivi, nella valle del torrente Cedron, sempre
gridando << osanna >>. Quando però, traversato
il torrente e risaliti verso la porta dorata, furono entrati nel
cortile del Tempio, là dove comandavano i nemici di Gesù,
le grida cominciarono a smorzarsi. Solo i bambini seguitarono a
gridare. Sapevano assai loro! Gridavano come avevano sentito gridare
i grandi fino allora: << Salvaci, Figlio di David >>.
I capi sacerdoti si avvicinarono a Gesù e
gli dissero: << Sgridali! Non senti che ti dicono "salvaci",
come se tu fossi il Salvatore? Ti dicono "Figlio di David",
come se tu fossi il nostro Re. >>.
Gesù rispose:
<< Se li facessi star zitti griderebbero i
sassi! >>
Ora la folla aveva finito d'arrivare e avevano fatto
un gran silenzio per sentire quel che avrebbe detto Gesù.
E Gesù cominciò con una delle parole più commoventi
di tutta la sua vita:
<< In verità, in verità vi dico
che se il granellino di frumento non cade in terra e non muore,
resta solo. Se invece muore porta frutto >>.
Questo lo disse per far capire che doveva morire
e che moriva per noi.
Il resto del discorso di Gesù leggilo da
te in Gv. 12, 25-36.
A buio Gesù lasciò il Tempio e la
città e tornò a dormire a Betania dai suoi amici.
|