CONDANNATO

Quando Gesù sentì uno scalpiccio di piedi su per la salita svegliò gli apostoli. << Levatevi andiamo, l'uomo che mi tradisce è vicino >>.

Gli apostoli si svegliarono di soprassalto, videro Gesù che s'avviava deciso verso il cancellino e gli andarono dietro impauriti.

Sulla strada videro una folla d'uomini. Erano armati di spade e di bastoni e si facevano luce con le torce. E alla luce d'una torcia riconobbero il primo. Era Giuda. Giuda si avvicinò a Gesù e lo baciò come facevano sempre gli apostoli:<< Pace a te Maestro >>.

Gesù era ancora pronto a perdonarlo. Lo chiamò perfino:<< Amico >>. Ma Giuda ormai non sentiva più nulla. Era troppo pieno di peccato.

Quando quegli uomini misero le mani su Gesù per legarlo Pietro sguainò la spada, ma Gesù non volle esser difeso. Allora quel po' di coraggio che era rimasto agli apostoli andò via e scapparono tutti.

E Gesù restò solo, in mano ai suoi nemici.

Anche Pietro, con tutte le promesse che aveva fatto, era scappato. Poi però si riprese, ritrovò Giovanni e con lui, profittando del buio, venne dietro dietro a quegli uomini per vedere come andava a finire.

Gesù, ben legato, fu portato in casa del capo dei sacerdoti. Il capo dei sacerdoti si chiamava Caifa.

Appena vide Gesù arrestato, mandò dei servi a invitare al processo gli altri sacerdoti e farisei più importanti. Intanto cominciò lui a interrogare Gesù.

Gli uomini che avevano arrestato Gesù intanto giù nel cortile si erano accessi un po' di fuoco per scaldarsi.

Pietro si mise con loro sperando che non lo riconoscessero. ma qualcuno cominciò a dire che anche lui era uno degli amici di Gesù. E Pietro preso un'altra volta dalla paura, si mise a gridare e a giurare che non sapeva neanche chi fosse Gesù.

Era vicina l'alba e un gallo cantò da un pollaio vicino. Proprio in quel momento si aprì la porta della casa di Caifa, ne sortì Gesù legato e traversò il cortile per andare al processo. Aveva già avuto il primo schiaffo da un servo e gli se ne vedeva il segno sul viso.

Guardò Pietro negli occhi con uno sguardo dolce di rimprovero e di perdono. Pietro si ricordò solo allora delle sue promesse, gli venne un gran pianto alla gola, sortì nella strada, s'appoggiò al muro e pianse amaramente.

Il Tribunale degli ebrei si chiamava il Sinedrio. Era composto di sacerdoti e farisei.

Era già l'alba quando furono tutti riuniti in una grande sala nella stessa casa di Caifa, ma dall'altra parte del cortile.

C'erano anche dei testimoni che dicevano d'aver sentito Gesù bestemmiare contro il Tempio.

Gesù non rispondeva neanche. Non voleva morire per così poco. Aspettava la domanda grande, quella che voleva lui.

Finalmente visto che Gesù non rispondeva si rizzò caifa e disse:<< Ti comando in nome di Dio di dirci se sei tu il Cristo il Figlio di Dio >>.

Ecco la domanda che voleva Gesù. Per questa valeva anche la pena di morire.

Alzò il capo e rispose a voce alta e chiara:

<< Sì, sono il Figlio di dio. Anzi vi dico che un giorno mi vedrete seduto alla destra del Padre venire sulle nubi del cielo >>.

Un subisso d'urla e di fischi coprì le sue ultime parole: << Ha bestemmiato, ha bestemmiato! >> gridarono tutti: << A morte, a morte! >>

Gesù era già condannato. ma il Sinedrio non poteva far ammazzare nessuno senza il permesso dei romani. Perché da che Archelao era stato mandato via, il governo della Giudea era tutto in mano loro.

Il governatore romano si chiamava Ponzio Pilato. Abitava a Cesarea sul mare. Ma quel giorno era a Gerusalemme, come faceva sempre nelle grandi feste.

Portarono dunque Gesù alla fortezza Antonia dove stava Pilato. Era una formidabile fortezza che dava sul piazzale del Tempio.

Pilato capì che Gesù era innocente e che lo volevano ammazzare solo perché avevano invidia di lui. Sicché fece di tutto per salvarlo. Anche perché aveva rabbia con gli ebrei.

Intanto però s'era fatto giorno e s'era spanta la notizia dell'arresto di Gesù e della sua condanna a morte. Una grande folla s'era radunata dinanzi alla scalinata della fortezza Antonia sul piazzale del Tempio.

Gli amici di Gesù non c'erano quel giorno. Stavano tappati nelle loro case pieni di paura. Invece quelli che gli volevano male c'erano tutti e gridavano a Pilato: << Crocifiggilo, crocifiggilo >>.

<< Dice di essere il nostro Re, ma noi obbediamo piuttosto ai romani che a lui >>.

Pilato disse di no quanto poté, poi alla fine si lasciò convincere e consegnò Gesù ai soldati perché lo mettessero in croce.

Quando Giuda lo seppe lo prese la disperazione. Capì d'aver fatto un peccato troppo grande, ma non capì che il cuore di Gesù é più grande ancora.

Buttò il denaro nel Tempio e andò a impiccarsi. E questo peccato fu più grande del primo.

Leggi il Vangelo

Tutta questa lezione non è che un breve riassunto dei fatti. Bisogna assolutamente che tu ti rilegga tutto su ognuno dei Vangeli. E specialmente leggi G. 18, 14-40 e Mt. 27, 3-23.

 

 
(In memoria di Enrico Vagge) è stato realizzato da Franco Vaggefranco vagge